Spesso ci ritroviamo smarriti e sconsolati perchè nonostante ci affanniamo e affatichiamo, non vediamo risultati concreti.
Pietro aveva faticato invano tutta la notte ma senza pescare nulla. Ma il Maestro gli aveva dato una parola su cui mettersi in moto. E' stata quella decisiva.
Facciamo anche noi questo passo! Verso Gesù! Non rimarremo delusi. La nostra vita acquisterà un nuovo orizzonte che ci permetterà di dare valore anche alle sconfitte quotidiane. In Lui tutto diventa prezioso. Senza di Lui tutto diventa vano.
Monday, February 08, 2010
Wednesday, January 27, 2010
Maria prega per noi
MARIA, LA MADRE DEL SIGNORE
Per la risposta di Gesu' alla madre che gli fa osservare "non hanno piu' vino", la traduzione dall'originale dice "cosa a me e a te": le traduzioni correnti su questa risposta riportano diverse sfumature anche in ambito cattolico: la maggior parte riporta "cosa c'è tra me e te o donna" (il che sembra denotare un incolmabile distacco in un momento da Gesù ritenuto del tutto inopportuno)altre traduzioni (TILC e Nuova CEI) riportano: "Cosa vuoi da me o donna?" altre:"Cosa importa a me e a te?" (che denotano meno distacco ma pur sempre un certo disappunto di Gesù.
Vi e' pero' una traduzione possibile grammaticalmente, e che vorrei riportare come ipotesi attendibile: " Quello che e' tra me e te, o Donna? perche' la mia ora non e' ancora giunta". L'espressione assume un significato che non solo non suona come un distacco o peggio come un disprezzo ma addirittura come un invito rivolto da Gesu' a sua madre per dirle: per far questo ho bisogno di te, perchè devi essere tu ad introdurre da me i servi e a dar inizio ai miei segni, in quanto l'ora del mio sposalizio, di cui questo è solo un segno, non è ancora arrivato. Cio' giustificherebbe l'atteggiamento di Maria che subito invita i servi a seguire le disposizioni del figlio. Leggendo in tal modo la risposta di Gesu' risulta piu' comprensibile che Maria abbia subito preso parte attiva al miracolo conducendo i servi (e nei servi possiamo individuare anche noi) a metterci in ascolto del Maestro per fare la sua volonta'. Sembra quasi di sentire dalla madre cio' che aveva proferito il Padre dal cielo: "questi e' il mio figlio diletto, ascoltatelo".
D'altra parte nella enigmatica risposta che emerge dalle traduzioni più in uso, risulta difficile capire l'atteggiamento di Maria, che contro la volonta' del figlio, abbia potuto prendere quella iniziativa che egli avrebbe dichiarato inopportuna.
In quest'ultimo caso pero' la figura di Maria acquisterebbe ugualmente molto rilievo perche' sarebbe riuscita ad ottenere dal figlio un intervento che egli non avrebbe mai fatto nè voluto fare: e questo e' cio' che emerge dalla traduzione corrente del testo. In ogni caso, sia che l'intervento di Maria fosse ritenuto opportuno da Gesù, sia che fosse ritenuto inopportuno, sta di fatto che dietro la semplice osservazione (neanche una esplicita richiesta)da parte di Maria, Gesù opera il miracolo. Quindi ecco perchè è facile capire il motivo per cui i cattolici chiedono spesso l'intercessione di Maria nelle loro preghiere.
Per la risposta di Gesu' alla madre che gli fa osservare "non hanno piu' vino", la traduzione dall'originale dice "cosa a me e a te": le traduzioni correnti su questa risposta riportano diverse sfumature anche in ambito cattolico: la maggior parte riporta "cosa c'è tra me e te o donna" (il che sembra denotare un incolmabile distacco in un momento da Gesù ritenuto del tutto inopportuno)altre traduzioni (TILC e Nuova CEI) riportano: "Cosa vuoi da me o donna?" altre:"Cosa importa a me e a te?" (che denotano meno distacco ma pur sempre un certo disappunto di Gesù.
Vi e' pero' una traduzione possibile grammaticalmente, e che vorrei riportare come ipotesi attendibile: " Quello che e' tra me e te, o Donna? perche' la mia ora non e' ancora giunta". L'espressione assume un significato che non solo non suona come un distacco o peggio come un disprezzo ma addirittura come un invito rivolto da Gesu' a sua madre per dirle: per far questo ho bisogno di te, perchè devi essere tu ad introdurre da me i servi e a dar inizio ai miei segni, in quanto l'ora del mio sposalizio, di cui questo è solo un segno, non è ancora arrivato. Cio' giustificherebbe l'atteggiamento di Maria che subito invita i servi a seguire le disposizioni del figlio. Leggendo in tal modo la risposta di Gesu' risulta piu' comprensibile che Maria abbia subito preso parte attiva al miracolo conducendo i servi (e nei servi possiamo individuare anche noi) a metterci in ascolto del Maestro per fare la sua volonta'. Sembra quasi di sentire dalla madre cio' che aveva proferito il Padre dal cielo: "questi e' il mio figlio diletto, ascoltatelo".
D'altra parte nella enigmatica risposta che emerge dalle traduzioni più in uso, risulta difficile capire l'atteggiamento di Maria, che contro la volonta' del figlio, abbia potuto prendere quella iniziativa che egli avrebbe dichiarato inopportuna.
In quest'ultimo caso pero' la figura di Maria acquisterebbe ugualmente molto rilievo perche' sarebbe riuscita ad ottenere dal figlio un intervento che egli non avrebbe mai fatto nè voluto fare: e questo e' cio' che emerge dalla traduzione corrente del testo. In ogni caso, sia che l'intervento di Maria fosse ritenuto opportuno da Gesù, sia che fosse ritenuto inopportuno, sta di fatto che dietro la semplice osservazione (neanche una esplicita richiesta)da parte di Maria, Gesù opera il miracolo. Quindi ecco perchè è facile capire il motivo per cui i cattolici chiedono spesso l'intercessione di Maria nelle loro preghiere.
Tuesday, December 29, 2009
LE RAGIONI DELLA NOSTRA FEDE FONDATE SULLA SACRA SCRITTURA
VERSETTI DIFESI
http://difenderelafede.freeforumzone.leonardo.it/cartella.aspx?idc=639084
PATRISTICA e DOTTORI DELLA CHIESA
http://difenderelafede.freeforumzone.leonardo.it/cartella.aspx?idc=639089
CONFUTAZIONI
http://difenderelafede.freeforumzone.leonardo.it/cartella.aspx?idc=639096
Dialoghi sulla SACRA SCRITTURA
http://difenderelafede.freeforumzone.leonardo.it/cartella.aspx?idc=674491
DIALOGHI SU CHIESA E DOTTRINE
http://difenderelafede.freeforumzone.leonardo.it/cartella.aspx?idc=674516
Dialoghi su MARIA
http://difenderelafede.freeforumzone.leonardo.it/cartella.aspx?idc=674489
DIALOGHI SUI SACRAMENTI
http://difenderelafede.freeforumzone.leonardo.it/cartella.aspx?idc=674806
VERSETTI DIFESI
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PATRISTICA e DOTTORI DELLA CHIESA
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CONFUTAZIONI
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Dialoghi sulla SACRA SCRITTURA
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DIALOGHI SU CHIESA E DOTTRINE
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Dialoghi su MARIA
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DIALOGHI SUI SACRAMENTI
http://difenderelafede.freeforumzone.leonardo.it/cartella.aspx?idc=674806
Monday, December 21, 2009
Commentario Nuovo Testamento
Finalmente un Nuovo Testamento ON LINE con un buon commentario cattolico:
Per consultarlo o scaricarlo clicca sul seguente collegamento :
http://difenderelafede.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=8970948
Per consultarlo o scaricarlo clicca sul seguente collegamento :
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BUON NATALE
«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati;
non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». (Mc 2,17)
Nel nostro freddo cuore
possa nascere il Signore,
per portarvi il calore
del suo infinito Amore.
Buon Natale
non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». (Mc 2,17)
Nel nostro freddo cuore
possa nascere il Signore,
per portarvi il calore
del suo infinito Amore.
Buon Natale
Monday, November 23, 2009
Quanto sono preziosi i doni di Dio
Dalla"Lettera ai Corinzi" di san Clemente I, papa
Quanto sono mirabili e preziosi i doni di Dio, fratelli carissimi La vita
nell'immortalità, lo splendore nella giustizia, la verità nella libertà, la fede
nella confidenza, la padronanza di sé nella santità: tutto questo é stato messo
alla portata della nostra intelligenza. Quali saranno allora i beni che sono
preparati per coloro che lo aspettano? Solo il Creatore e il Padre dei secoli,
il Santo per eccellenza ne conosce la quantità e la bellezza. Noi dunque, al
fine di essere partecipi dei doni promessi, facciamo di tutto per ritrovarci nel
numero di coloro che lo aspettano.
E come si verificherà questo, fratelli carissimi? Si verificherà se la nostra
intelligenza sarà salda in Dio con la fede, se cercheremo con diligenza ciò che
é gradito e accetto a lui, se faremo ciò che é conforme alla sua santissima
volontà, se seguiremo la via della verità, insomma se ci terremo lontani da ogni
ingiustizia, perversità, avarizia, rissa, malizia e inganno. Questa é la via,
fratelli carissimi, in cui troviamo la nostra salvezza, Gesù Cristo, mediatore
del nostro sacrificio, difensore e aiuto della nostra debolezza. Per mezzo di
lui possiamo guardare l'altezza dei cieli, per mezzo di lui contempliamo il
volto purissimo e sublime di Dio, per lui sono stati aperti gli occhi del nostro
cuore, per lui la nostra mente insensata e ottenebrata rifiorisce nella luce,
per mezzo di lui il Padre ha voluto che noi gustassimo la conoscenza immortale.
Egli, essendo l'irradiazione della gloria di Dio, é tanto superiore agli angeli,
quanto più eccellente é il nome che ha ereditato (cfr. Eb 1, 3-4).
... Il ricco soccorra il povero, il povero lodi Dio perché gli ha dato uno che
viene a colmare la sua indigenza. Il sapiente mostri la sua sapienza non con le
parole ma con le opere buone; l'umile non renda testimonianza a se stesso, ma
lasci che sia un altro a dargliela. Avendo da Dio tutte queste cose, dobbiamo
ringraziarlo di tutto. A lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen. (Capp. 35,
1-5; 36, 1-2; 37, 1. 4-5; 38, 1-2. 4; Funk 1, 105-109).
Quanto sono mirabili e preziosi i doni di Dio, fratelli carissimi La vita
nell'immortalità, lo splendore nella giustizia, la verità nella libertà, la fede
nella confidenza, la padronanza di sé nella santità: tutto questo é stato messo
alla portata della nostra intelligenza. Quali saranno allora i beni che sono
preparati per coloro che lo aspettano? Solo il Creatore e il Padre dei secoli,
il Santo per eccellenza ne conosce la quantità e la bellezza. Noi dunque, al
fine di essere partecipi dei doni promessi, facciamo di tutto per ritrovarci nel
numero di coloro che lo aspettano.
E come si verificherà questo, fratelli carissimi? Si verificherà se la nostra
intelligenza sarà salda in Dio con la fede, se cercheremo con diligenza ciò che
é gradito e accetto a lui, se faremo ciò che é conforme alla sua santissima
volontà, se seguiremo la via della verità, insomma se ci terremo lontani da ogni
ingiustizia, perversità, avarizia, rissa, malizia e inganno. Questa é la via,
fratelli carissimi, in cui troviamo la nostra salvezza, Gesù Cristo, mediatore
del nostro sacrificio, difensore e aiuto della nostra debolezza. Per mezzo di
lui possiamo guardare l'altezza dei cieli, per mezzo di lui contempliamo il
volto purissimo e sublime di Dio, per lui sono stati aperti gli occhi del nostro
cuore, per lui la nostra mente insensata e ottenebrata rifiorisce nella luce,
per mezzo di lui il Padre ha voluto che noi gustassimo la conoscenza immortale.
Egli, essendo l'irradiazione della gloria di Dio, é tanto superiore agli angeli,
quanto più eccellente é il nome che ha ereditato (cfr. Eb 1, 3-4).
... Il ricco soccorra il povero, il povero lodi Dio perché gli ha dato uno che
viene a colmare la sua indigenza. Il sapiente mostri la sua sapienza non con le
parole ma con le opere buone; l'umile non renda testimonianza a se stesso, ma
lasci che sia un altro a dargliela. Avendo da Dio tutte queste cose, dobbiamo
ringraziarlo di tutto. A lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen. (Capp. 35,
1-5; 36, 1-2; 37, 1. 4-5; 38, 1-2. 4; Funk 1, 105-109).
Friday, November 13, 2009
La fede dei Cristiani è ben altra dalla fede dei dèmoni
La fede dei figli di Dio è unita alla carità. La fede è l'inizio della salvezza. La vera pace.
2. 2. Ascolta appunto l'Apostolo che discute della fede, gran difensore della grazia; ascoltalo dire: Pace ai fratelli e carità unita alla fede 4. Egli ha indicato tre grandi realtà: pace, carità, fede. Ha dato il primo posto alla realtà finale, da ultimo ha citato la prima. L'inizio è infatti nella fede, la pace è alla fine. Quella per la quale crediamo, questa è la fede. Ma dev'essere la fede dei Cristiani, non dei dèmoni. Infatti, come dice l'apostolo Giacomo: Anche i dèmoni credono, ma tremano 5. Anche i dèmoni dissero a Cristo: Tu sei il Figlio di Dio 6. I dèmoni riconoscevano ciò che gli uomini non credevano. Gli uni tremarono, gli altri uccisero. E che? Per aver detto: Sappiamo chi tu sei, tu sei il Figlio di Dio 7, i dèmoni regneranno con il Figlio di Dio? Certamente no. Bisogna perciò distinguere la fede dei dèmoni dalla fede dei santi. Il discernimento va fatto assiduamente con vigilanza e diligenza. E' ciò che Pietro rispose al Signore che gli domandava: Voi chi dite chi io sia? Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. E il Signore: Beato te, Simone, figlio di Giona 8. O Signore, te lo dissero anche i dèmoni: per quale ragione questi non sono beati? Perché? Perché i dèmoni lo dissero per timore, Pietro per amore. Perciò l'inizio viene dalla fede. Ma di quale fede si tratta? Di quella indicata dall'Apostolo: Né la circoncisione conta qualcosa, né la incirconcisione, ma la fede. Spiega, quale fede? La fede che opera per mezzo della carità 9. I dèmoni non hanno questa fede che spera per mezzo della carità, ma i soli servi di Dio, i soli santi di Dio, i soli figli di Abramo per la fede, i soli figli dell'amore i figli della promessa; per questo è detto: e la carità. Quelle tre realtà sono state indicate dall'Apostolo: Pace ai fratelli, e carità unita a fede. Pace ai fratelli. Da che viene la pace? E carità. Da che deriva la carità? Unita alla fede. Se non credi, infatti, non ami. Così, cominciando dalla fine e risalendo al principio, disse perciò l'Apostolo: Pace e carità, unita alla fede. Diciamo noi: Fede, carità e pace. Credi, ama, regna. Se infatti credi e non ami, non hai ancora diversificato la tua fede dalla fede di quelli che tremavano e dicevano: Sappiamo chi sei, il Figlio di Dio. Tu, perciò, ama; perché la carità unita alla fede stessa ti conduce alla pace. Quale pace? La pace vera, la pace piena, la pace reale, la pace sicura; dove non esiste sciagura, nemico alcuno. Questa pace è il fine di ogni buon desiderio. Carità unita alla fede; e sei vuoi dire così, dici bene. Fede unita alla carità.
2. 2. Ascolta appunto l'Apostolo che discute della fede, gran difensore della grazia; ascoltalo dire: Pace ai fratelli e carità unita alla fede 4. Egli ha indicato tre grandi realtà: pace, carità, fede. Ha dato il primo posto alla realtà finale, da ultimo ha citato la prima. L'inizio è infatti nella fede, la pace è alla fine. Quella per la quale crediamo, questa è la fede. Ma dev'essere la fede dei Cristiani, non dei dèmoni. Infatti, come dice l'apostolo Giacomo: Anche i dèmoni credono, ma tremano 5. Anche i dèmoni dissero a Cristo: Tu sei il Figlio di Dio 6. I dèmoni riconoscevano ciò che gli uomini non credevano. Gli uni tremarono, gli altri uccisero. E che? Per aver detto: Sappiamo chi tu sei, tu sei il Figlio di Dio 7, i dèmoni regneranno con il Figlio di Dio? Certamente no. Bisogna perciò distinguere la fede dei dèmoni dalla fede dei santi. Il discernimento va fatto assiduamente con vigilanza e diligenza. E' ciò che Pietro rispose al Signore che gli domandava: Voi chi dite chi io sia? Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. E il Signore: Beato te, Simone, figlio di Giona 8. O Signore, te lo dissero anche i dèmoni: per quale ragione questi non sono beati? Perché? Perché i dèmoni lo dissero per timore, Pietro per amore. Perciò l'inizio viene dalla fede. Ma di quale fede si tratta? Di quella indicata dall'Apostolo: Né la circoncisione conta qualcosa, né la incirconcisione, ma la fede. Spiega, quale fede? La fede che opera per mezzo della carità 9. I dèmoni non hanno questa fede che spera per mezzo della carità, ma i soli servi di Dio, i soli santi di Dio, i soli figli di Abramo per la fede, i soli figli dell'amore i figli della promessa; per questo è detto: e la carità. Quelle tre realtà sono state indicate dall'Apostolo: Pace ai fratelli, e carità unita a fede. Pace ai fratelli. Da che viene la pace? E carità. Da che deriva la carità? Unita alla fede. Se non credi, infatti, non ami. Così, cominciando dalla fine e risalendo al principio, disse perciò l'Apostolo: Pace e carità, unita alla fede. Diciamo noi: Fede, carità e pace. Credi, ama, regna. Se infatti credi e non ami, non hai ancora diversificato la tua fede dalla fede di quelli che tremavano e dicevano: Sappiamo chi sei, il Figlio di Dio. Tu, perciò, ama; perché la carità unita alla fede stessa ti conduce alla pace. Quale pace? La pace vera, la pace piena, la pace reale, la pace sicura; dove non esiste sciagura, nemico alcuno. Questa pace è il fine di ogni buon desiderio. Carità unita alla fede; e sei vuoi dire così, dici bene. Fede unita alla carità.
Friday, November 06, 2009
Qualunque cosa chiederete nel nome mio
Giov 14,13 Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.
" nel mio nome" non significa semplicemente " pronunciando il mio nome" "invocando il mio nome" "appellandosi al mio nome" o anche "presentando la richiesta basandola sul vocabolo GESU'".Il nome indica la persona, e quindi "NEL MIO NOME" significa invece "in comunione con la mia persona", "in unione con me" " confidando in me" (come ipotizzava Caterina ), "rimanendo in me" (come ipotizzava Cattolico ) "interpretando il mio desiderio" in parole povere: "chiedendo secondo la mia volontà". Solo a questa condizione QUALUNQUE RICHIESTA potrà essere accolta, o meglio, sarà esaudita QUALUNQUE COSA che coincide col suo volere e che è in armonia con la Sua Persona.
E noi non possiamo essere certi che la sua volontà coincide con la nostra, quindi non possiamo essere certi di aver fatto richieste veramente NEL SUO NOME come potremmo a torto pensare.
Questo spiegherebbe il nostro quesito. Gesù perciò non ha mentito anche se non ha esaudito i suoi apostoli che accordandosi tra loro chiesero direttamente a Gesù, con tanta fede di farli sedere accanto a Lui, o se non ha esaudito s.Paolo che chiedeva bene con tutti i crismi, ma che evidentemente esprimeva una richiesta che non corrispondeva con la volontà del Signore.
Un mio amico aveva una moglie in coma. Confidava tanto che in base alla promessa espressa in quel versetto Gesù esaudisse la sua richiesta fatta anche con la preghiera della comunità, ma la moglie morì e questo amico è rimasto molto disilluso, anche se col tempo è riuscito ad accettare questa perdita.
La moglie di un pastore evangelico, nel mio paese, rimase vittima di un incidente con paralisi totale delle gambe. Confidava ciecamente in quelle parole di Gesù e tutta la sua comunità pregava incessantemente per la sua guarigione, ma non guarì e sia lei che il marito pastore hanno lasciato la comunità e forse hanno perso la fede. Esempi di questo genere si potrebbero moltiplicare. e molti anche nei nostri ambienti cattolici, hanno preso lucciole per lanterne
A volte capita che Gesù intervenga soprannaturalmente a seguito di una preghiera fatta con fede, a volte nonostante la fede di molte persone che pregano per una determinata cosa, non si ottiene il risultato sperato oppure capita che Gesù guarisca uno che nemmeno lo prega. Infatti, tanto per portare una dimostrazione biblica, riattaccò l'orecchio mozzato da S.Pietro al servo che cercava di catturarlo prima della passione e per il quale nessuno pregò, e non fece nulla per riattaccare la testa mozzata di s.Giovanni Battista che era certamente un suo servo fedele con tanti seguaci che lo avrebbero voluto riavere vivo. La Chiesa orante ottenne la liberazione di Pietro che era stato incarcerato per essere messo a morte ma Giacomo il Maggiore fu decapitato. Misteri della volontà di Cristo ma certamente finalizzati alla costruzione del suo regno e quindi all'adempimento della sua insondabile volontà.
.
Per questo la Scrittura ci insegna: (Ro 8,26 )Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; 27 e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio.
Così dobbiamo sapere, che mentre noi credenti ci accordiamo per pregare per una determinata cosa, lo Spirito Santo, che conosce le reali necessità secondo la volontà di Cristo, intervenga presentando al Padre una RICHIESTA PIU' CONSONA alla situazione per la quale preghiamo, e quindi dobbiamo essere sicuri che la nostra preghiera verrà esaudita ma nel modo migliore, a volte molto diversamente da quanto ci potremmo aspettare.
Ed allora penso che ad ogni richiesta dovremmo aggiungere almeno idealmente: Ti chiedo questa cosa (qualunque cosa) SE è nel TUO NOME (cioè NELLA TUA VOLONTA' ). La stessa cosa fece in fondo Cristo stesso, il quale secondo la sua situazione umana avrebbe voluto fuggire dal calice amaro che lo attendeva, ma pregò anche che si compisse la VOLONTA' DEL PADRE, mostrandoci come dobbiamo pregare anche nella situazione più disperata, secondo il modello del Padre Nostro con cui si esprime la stessa intenzione: Padre sia fatta la tua volontà.
" nel mio nome" non significa semplicemente " pronunciando il mio nome" "invocando il mio nome" "appellandosi al mio nome" o anche "presentando la richiesta basandola sul vocabolo GESU'".Il nome indica la persona, e quindi "NEL MIO NOME" significa invece "in comunione con la mia persona", "in unione con me" " confidando in me" (come ipotizzava Caterina ), "rimanendo in me" (come ipotizzava Cattolico ) "interpretando il mio desiderio" in parole povere: "chiedendo secondo la mia volontà". Solo a questa condizione QUALUNQUE RICHIESTA potrà essere accolta, o meglio, sarà esaudita QUALUNQUE COSA che coincide col suo volere e che è in armonia con la Sua Persona.
E noi non possiamo essere certi che la sua volontà coincide con la nostra, quindi non possiamo essere certi di aver fatto richieste veramente NEL SUO NOME come potremmo a torto pensare.
Questo spiegherebbe il nostro quesito. Gesù perciò non ha mentito anche se non ha esaudito i suoi apostoli che accordandosi tra loro chiesero direttamente a Gesù, con tanta fede di farli sedere accanto a Lui, o se non ha esaudito s.Paolo che chiedeva bene con tutti i crismi, ma che evidentemente esprimeva una richiesta che non corrispondeva con la volontà del Signore.
Un mio amico aveva una moglie in coma. Confidava tanto che in base alla promessa espressa in quel versetto Gesù esaudisse la sua richiesta fatta anche con la preghiera della comunità, ma la moglie morì e questo amico è rimasto molto disilluso, anche se col tempo è riuscito ad accettare questa perdita.
La moglie di un pastore evangelico, nel mio paese, rimase vittima di un incidente con paralisi totale delle gambe. Confidava ciecamente in quelle parole di Gesù e tutta la sua comunità pregava incessantemente per la sua guarigione, ma non guarì e sia lei che il marito pastore hanno lasciato la comunità e forse hanno perso la fede. Esempi di questo genere si potrebbero moltiplicare. e molti anche nei nostri ambienti cattolici, hanno preso lucciole per lanterne
A volte capita che Gesù intervenga soprannaturalmente a seguito di una preghiera fatta con fede, a volte nonostante la fede di molte persone che pregano per una determinata cosa, non si ottiene il risultato sperato oppure capita che Gesù guarisca uno che nemmeno lo prega. Infatti, tanto per portare una dimostrazione biblica, riattaccò l'orecchio mozzato da S.Pietro al servo che cercava di catturarlo prima della passione e per il quale nessuno pregò, e non fece nulla per riattaccare la testa mozzata di s.Giovanni Battista che era certamente un suo servo fedele con tanti seguaci che lo avrebbero voluto riavere vivo. La Chiesa orante ottenne la liberazione di Pietro che era stato incarcerato per essere messo a morte ma Giacomo il Maggiore fu decapitato. Misteri della volontà di Cristo ma certamente finalizzati alla costruzione del suo regno e quindi all'adempimento della sua insondabile volontà.
.
Per questo la Scrittura ci insegna: (Ro 8,26 )Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; 27 e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio.
Così dobbiamo sapere, che mentre noi credenti ci accordiamo per pregare per una determinata cosa, lo Spirito Santo, che conosce le reali necessità secondo la volontà di Cristo, intervenga presentando al Padre una RICHIESTA PIU' CONSONA alla situazione per la quale preghiamo, e quindi dobbiamo essere sicuri che la nostra preghiera verrà esaudita ma nel modo migliore, a volte molto diversamente da quanto ci potremmo aspettare.
Ed allora penso che ad ogni richiesta dovremmo aggiungere almeno idealmente: Ti chiedo questa cosa (qualunque cosa) SE è nel TUO NOME (cioè NELLA TUA VOLONTA' ). La stessa cosa fece in fondo Cristo stesso, il quale secondo la sua situazione umana avrebbe voluto fuggire dal calice amaro che lo attendeva, ma pregò anche che si compisse la VOLONTA' DEL PADRE, mostrandoci come dobbiamo pregare anche nella situazione più disperata, secondo il modello del Padre Nostro con cui si esprime la stessa intenzione: Padre sia fatta la tua volontà.
Saturday, October 17, 2009
I nuovi martiri
Ci sono popoli che stanno ripercorrendo il cammino percorso in passato dall’Occidente, quando dalla barbarie passò, grazie al cristianesimo, alla civiltà. Già sapevamo delle persecuzioni contro i cristiani in India. Ora un Vescovo sudanese, presente al Sinodo in corso a Roma, ci informa che i cristiani nel suo paese vengono addirittura crocifissi. Non saranno cristiani “adulti” come noi, ma muoiono per la loro fede. E questa è l’unica speranza per la Chiesa, per i loro paesi, per l’umanità intera. Mentre noi siamo tutti presi a legiferare sulla RU486 e sul reato di omofobia, nel terzo mondo c’è ancora chi è disposto a dare la vita per la sua fede in Cristo. Mentre noi stiamo distruggendo la nostra civiltà e tornando alla barbarie, ci sono dei martiri che stanno costruendo, col loro sangue, una nuova umanità.
Friday, October 16, 2009
«Rifare» la Sindone? Provateci
Ormai è un ritornello che si ripete regolarmente. Ogni volta che viene indetta un’ostensione della Sindone assistiamo, nei mesi che la precedono, ad una serie di scoperte presentate come sensazionali che dimostrerebbero che la Sindone è un falso realizzato con le tecniche più svariate, ovviamente in epoca medioevale. Già all’inizio dell’estate è giunta dagli Stati Uniti la notizia che la Sindone sarebbe l’autoritratto di Leonardo realizzato dal genio toscano in una vera e propria camera oscura utilizzando un busto con le proprie fattezze che avrebbe lasciato l’impronta su di un telo trattato con chiara d’uovo e gelatina: in pratica l’invenzione della fotografia sarebbe da far retrocedere di quasi 400 anni! E fino ad ora non ne sapevamo nulla! A questa ipotesi se ne è immediatamente aggiunta un’altra (in realtà proposta già da tempo) che sostiene che l’immagine della Sindone è facilmente realizzabile con un pirografo. Una trentina di anni fa un medico barese affermò di essere riuscito ad ottenere un’impronta simile a quella della Sindone sfruttando l’energia termica generata da un bassorilievo riscaldato. E si potrebbe proseguire a lungo con l’elenco di tali teorie.Ora è la volta di un chimico di Pavia che, secondo le notizie riportate da alcuni quotidiani, sostiene di aver realizzato anche lui un’impronta identica a quella della Sindone usando come matrici il corpo di un suo assistente e un calco in gesso e utilizzando ocra rossiccia, tempera liquida, acido solforico e alluminato di cobalto. Non ho nessun motivo per dubitare della cura e della professionalità con cui tali manufatti sono stati realizzati, ma nutro forti perplessità che possano essere seriamente messi a confronto con la Sindone e la sua immagine. Non è sufficiente ottenere un’immagine che ad un esame visivo appaia simile a quella presente sulla Sindone. Forse fino ad alcuni decenni fa sarebbe stato sufficiente, oggi non più. L’immagine della Sindone e le cosiddette "macchie ematiche" visibili sul telo sono state studiate in modo approfondito soprattutto in seguito alla campagna di raccolta di dati e di campioni effettuata sulla Sindone dall’8 al 13 ottobre 1978. I risultati dell’analisi di tali dati sono stati resi noti dagli scienziati che parteciparono alla ricerca in decine di articoli pubblicati su prestigiose riviste scientifiche internazionali. In particolare gli scienziati statunitensi appartenenti allo Sturp (Shroud of Turin Research Project) effettuarono una serie di esami (spettroscopia nel visibile e nell’ultravioletto per riflettanza e per fluorescenza, spettroscopia ai raggi X e IR, spettroscopia di massa, termografia infrarossa, radiografia, ecc.) sia sulle zone interessate dall’immagine sia sulle zone ematiche, accertando l’assoluta mancanza sul lenzuolo di pigmenti e coloranti e dimostrando inoltre che l’immagine corporea è assente al di sotto delle macchie ematiche (e dunque si è formata successivamente ad esse) e che è dovuta ad un’ossidazione-disidratazione della cellulosa delle fibre superficiali del tessuto con formazione di gruppi carbonilici coniugati. Tale alterazione è rilevabile solo superficialmente per una profondità di circa 40 micrometri (ossia 4 centesimi di millimetro). È stato inoltre dimostrato che la colorazione delle fibre nelle zone dell’immagine è uniforme e le variazioni di intensità dell’immagine sono dovute al numero di fibre colorate per unità di superficie. Nelle zone ematiche è stata evidenziata la presenza di anelli porfirinici e le stesse zone hanno dato luogo a reazioni di immunofluorescenza tipiche del sangue umano di gruppo AB. E molte altre ancora sono le caratteristiche dell’immagine evidenziate dalle analisi effettuate dopo gli esami del 1978.È pertanto evidente che per poter affermare di aver ottenuto (non importa con quale tecnica o metodo) un’immagine identica a quella sindonica è indispensabile effettuare su di essa le stesse analisi fatte sulla Sindone ed ottenere tutti gli stessi identici risultati. Invito pertanto coloro che intendono cimentarsi con tali esperimenti a effettuare sulle immagini da loro ottenute tali analisi, pubblicando su riviste scientifiche i relativi risultati.Mi risulta che fino ad ora tutte le teorie proposte, pur interessanti di per sé, sono sempre risultate carenti o perché non sono state correlate da verifiche sperimentali serie o perché tali verifiche hanno evidenziato sulle immagini ottenute caratteristiche fisico-chimiche molto diverse da quelle possedute dall’immagine sindonica.
Bruno Barberis
Bruno Barberis
Lo Spirito Santo è Persona divina
Nelle Sacre Scritture non ricorre la parola trinita'. Pero' nelle stesse abbiamo molti passi che parlano dello Spirito Santo. Tra questi ne ho presi alcuni:
Per quel che riguarda l'intelligenza,
lo Spirito Santo pensa ( I Corinzi 2:10,11; Romani 8: 27),
intende (Giovanni 16: 13),
parla ( Matteo 10: 20; Giovanni16: 13; Atti 8: 29; I Timoteo 4: 1; Apocalisse 2:7),
insegna (Luca 12:12; Giovanni 14:26; 16:12-14; I Corinzi 2:4 ),
testimonia ( Giovanni 15:26; Romani 8:16),
rivela (Giovanni 16:13; I Corinzi 2:10 ).
Per quello che concerne l'affettivita'…, lo Spirito Santo
ama ( Romani 15:30 ),
consola ( Giovanni 14:16-26; 15:26; Atti 9:31; e'chiamato il Consolatore),
prega e intercede (Romani 8: 26, 27),
invita il peccatore al pentimento ( Apocalisse 22: 17).
Per quanto si riferisce alla volonta, lo Spirito Santo
vuole ( I Corinzi 12:11 )
guida, chiama e, qualche volta, impedisce ( Romani 8:14; Atti 13:2-4; 16:6-7),
sostituisce ( Giovanni 14:16-17; 16:7),
distribuisce doni ( 1 Corinzi 12:10),
convince ( Giovanni 16:8 ) e da la forza di servire (Luca 24:49; Atti 1:8 ).
Si vede quindi che lo Spirito Santo si presenta. nelle fasi successive di una persona che pensa, che sente e che agisce.
D'altra parte, si puo': resistere allo Spirito Santo ( Atti 7: 51 ),
tentarlo ( Atti 5:9 ),
rattristarlo ( Isaia 63:10; Efesini 4:30 ),
oltraggiarlo ( Ebrei 10:29),
mentirgli ( Atti 5:3 ),
bestemmiare contro di lui, che costituisce un peccato imperdonabile ( Matteo 12:31-32).
Per quel che riguarda l'intelligenza,
lo Spirito Santo pensa ( I Corinzi 2:10,11; Romani 8: 27),
intende (Giovanni 16: 13),
parla ( Matteo 10: 20; Giovanni16: 13; Atti 8: 29; I Timoteo 4: 1; Apocalisse 2:7),
insegna (Luca 12:12; Giovanni 14:26; 16:12-14; I Corinzi 2:4 ),
testimonia ( Giovanni 15:26; Romani 8:16),
rivela (Giovanni 16:13; I Corinzi 2:10 ).
Per quello che concerne l'affettivita'…, lo Spirito Santo
ama ( Romani 15:30 ),
consola ( Giovanni 14:16-26; 15:26; Atti 9:31; e'chiamato il Consolatore),
prega e intercede (Romani 8: 26, 27),
invita il peccatore al pentimento ( Apocalisse 22: 17).
Per quanto si riferisce alla volonta, lo Spirito Santo
vuole ( I Corinzi 12:11 )
guida, chiama e, qualche volta, impedisce ( Romani 8:14; Atti 13:2-4; 16:6-7),
sostituisce ( Giovanni 14:16-17; 16:7),
distribuisce doni ( 1 Corinzi 12:10),
convince ( Giovanni 16:8 ) e da la forza di servire (Luca 24:49; Atti 1:8 ).
Si vede quindi che lo Spirito Santo si presenta. nelle fasi successive di una persona che pensa, che sente e che agisce.
D'altra parte, si puo': resistere allo Spirito Santo ( Atti 7: 51 ),
tentarlo ( Atti 5:9 ),
rattristarlo ( Isaia 63:10; Efesini 4:30 ),
oltraggiarlo ( Ebrei 10:29),
mentirgli ( Atti 5:3 ),
bestemmiare contro di lui, che costituisce un peccato imperdonabile ( Matteo 12:31-32).
Tuesday, October 13, 2009
Thursday, October 08, 2009
IL DOLORE DI DIO
Cristo aveva per diritto della Sua natura divina la massima Gloria dall'eternità preesistendo nella forma di Dio presso il Padre (cf. Fil. 2,6 Gv 1,1ss).
Venendo tra noi uomini per nostro infinito amore, con la sua estrema spoliazione, ha acquistato per merito, la Gloria che aveva già per Sua natura (Gv 17,5). Ha "imparato" a sue spese, dalle cose che patì, ad essere sottomesso ed ubbidiente in tutto fino al totale annientamento con la morte di Croce. Non possiamo immaginare quanto dolore non solo fisico ma anche interiore, ha dovuto sopportare Gesù per salvare l'uomo dall'abisso del peccato e per tirarlo fuori dalla schiavitù di un tiranno implacabile. Una idea di questa immane sofferenza ce la possiamo fare pensando a quel raro fenomeno di ematoidrosi (sudore di sangue durante l'agonia nell'orto degli ulivi) che Egli sperimentò ancor prima di essere torturato e crocifisso fisicamente, al pensiero di ciò a cui andava incontro e al rifiuto del suo amore da parte di tanti.
Ma non possiamo sapere cosa provasse il Padre celeste davanti allo spettacolo di un simile sacrificio del suo dilettissimo, inerme, innocente, ubbidientissimo Figlio !!!
Ciò che ad Abramo non ebbe il coraggio di chiedere fino in fondo, risparmiando la vita del suo unigenito Isacco, che Dio aveva chiesto al suo fedele di offrirgli in sacrificio, come figura di ciò che doveva poi avvenire nella realtà, Egli lo chiese a Se stesso e al proprio Unigenito a cui non risparmiò la morte ma nemmeno la ignominiosa passione che lo accompagnò fino all'ultimo respiro. Quale condizione si possa essere prodotta nel Padre in questo atto sacrificale del Figlio non ci è dato nemmeno immaginarlo, tantomeno descriverlo: possiamo solo pensare che avendo Gesù stesso detto: " il Padre è in me e io sono nel Padre", la sofferenza del Figlio sul piano umano possa essere stato vertiginosamente vissuto anche sul piano divino dal Padre. Anche se Dio è per natura, immutabile e impassibile, e quindi non è possibile sapere in che modo il Padre abbia potuto partecipare alla sofferenza del Figlio, tuttavia certamente egli "conosce" tanto perfettamente il Figlio da essere e da vivere in Lui e da essere con Lui una cosa sola. (Gv 10,15 e 30) Per questo, pensando a cosa sia costata la nostra redenzione e il nostro riscatto, non sciupiamo l'occasione di aggrapparci tenacemente e con tutta la nostra libera volontà a quella Mano dalla quale nessuno può rapirci. (Gv10,28)
Venendo tra noi uomini per nostro infinito amore, con la sua estrema spoliazione, ha acquistato per merito, la Gloria che aveva già per Sua natura (Gv 17,5). Ha "imparato" a sue spese, dalle cose che patì, ad essere sottomesso ed ubbidiente in tutto fino al totale annientamento con la morte di Croce. Non possiamo immaginare quanto dolore non solo fisico ma anche interiore, ha dovuto sopportare Gesù per salvare l'uomo dall'abisso del peccato e per tirarlo fuori dalla schiavitù di un tiranno implacabile. Una idea di questa immane sofferenza ce la possiamo fare pensando a quel raro fenomeno di ematoidrosi (sudore di sangue durante l'agonia nell'orto degli ulivi) che Egli sperimentò ancor prima di essere torturato e crocifisso fisicamente, al pensiero di ciò a cui andava incontro e al rifiuto del suo amore da parte di tanti.
Ma non possiamo sapere cosa provasse il Padre celeste davanti allo spettacolo di un simile sacrificio del suo dilettissimo, inerme, innocente, ubbidientissimo Figlio !!!
Ciò che ad Abramo non ebbe il coraggio di chiedere fino in fondo, risparmiando la vita del suo unigenito Isacco, che Dio aveva chiesto al suo fedele di offrirgli in sacrificio, come figura di ciò che doveva poi avvenire nella realtà, Egli lo chiese a Se stesso e al proprio Unigenito a cui non risparmiò la morte ma nemmeno la ignominiosa passione che lo accompagnò fino all'ultimo respiro. Quale condizione si possa essere prodotta nel Padre in questo atto sacrificale del Figlio non ci è dato nemmeno immaginarlo, tantomeno descriverlo: possiamo solo pensare che avendo Gesù stesso detto: " il Padre è in me e io sono nel Padre", la sofferenza del Figlio sul piano umano possa essere stato vertiginosamente vissuto anche sul piano divino dal Padre. Anche se Dio è per natura, immutabile e impassibile, e quindi non è possibile sapere in che modo il Padre abbia potuto partecipare alla sofferenza del Figlio, tuttavia certamente egli "conosce" tanto perfettamente il Figlio da essere e da vivere in Lui e da essere con Lui una cosa sola. (Gv 10,15 e 30) Per questo, pensando a cosa sia costata la nostra redenzione e il nostro riscatto, non sciupiamo l'occasione di aggrapparci tenacemente e con tutta la nostra libera volontà a quella Mano dalla quale nessuno può rapirci. (Gv10,28)
Tuesday, October 06, 2009
AMATEVI COME IO VI HO AMATI
Gesù nel dare il comandamento dell'amore come testamento prima della sua passione e morte, ha voluto imprimere a questo suo supremo comandamento una valenza assoluta.
Se noi cristiani ponessimo davvero mente e cuore a queste parole: AMATEVI COME IO VI HO AMATI, il mondo non andrebbe allo stesso modo. Se i quasi due miliardi di battezzati che ci sono nel mondo mettessro in pratica anche solo in parte questo comando, le cose cambierebbero radicalmente.
Solo che vediamo invece spesso fare il contrario . Che il Signore ci conceda la sua Misericordia e di comprendere che non osservando la regola principale anche tutte le altre cose girano male. Coloro che egoisticamente credono di realizzare qualcosa, in realtà si ritrovano al termine della vita con un pugno di mosche, e forse anche durante la vita, pur godendo apparentemente forse non sono stati felici.
Ed allora, facciamo tesoro dell'invito che tanto amorevolmente e pressantemente ci viene rivolto per la nostra stessa realizzazione e per contribuire attivamente alla realizzazione dell'umanità.
Se noi cristiani ponessimo davvero mente e cuore a queste parole: AMATEVI COME IO VI HO AMATI, il mondo non andrebbe allo stesso modo. Se i quasi due miliardi di battezzati che ci sono nel mondo mettessro in pratica anche solo in parte questo comando, le cose cambierebbero radicalmente.
Solo che vediamo invece spesso fare il contrario . Che il Signore ci conceda la sua Misericordia e di comprendere che non osservando la regola principale anche tutte le altre cose girano male. Coloro che egoisticamente credono di realizzare qualcosa, in realtà si ritrovano al termine della vita con un pugno di mosche, e forse anche durante la vita, pur godendo apparentemente forse non sono stati felici.
Ed allora, facciamo tesoro dell'invito che tanto amorevolmente e pressantemente ci viene rivolto per la nostra stessa realizzazione e per contribuire attivamente alla realizzazione dell'umanità.
Monday, September 21, 2009
LA VERITA' VI FARA' LIBERI (Gv 8,32)
La verità rende liberi. Ma cosa è la verità? Lo chiese Pilato a Cristo, il quale aveva poco prima rivelato agli apostoli: IO SONO LA VERITA'. Come possiamo sapere che questa affermazione non è una illusione da parte solo di un uomo il quale presumerebbe di essere la Verità in senso proprio ed assoluto, e cioè in un modo che solo Dio potrebbe dire di se stesso? Gesù aveva anche aggiunto: IO SONO LA VIA, IO SONO LA VITA! Chi potrebbe dire in senso così enfatico: IO SONO LA VITA se non la vita stessa, la fonte della vita e dell'essere, e quindi Dio? Ma è lecito porsi la domanda: è sufficiente aver affermato questa vertiginosa espressione per poter credere? Cristo non si è limitato a dire ma ha anche accompagnato la parola con le opere. Non opere comuni, ma straordinarie, che solo Dio poteva compiere: il comando diretto e senza ricorso ad altri, alle forze della natura di placarsi, alle forze demoniache di abbandonare le prede, alle malattie di far posto alla guarigione, ai ciechi, sordi, paralitici di riavere l'uso degli organi e addirittura ai morti di risuscitare. E questi doni straordinari il Signore li ha lasciati in dote alla sua Chiesa, che nel corso dei tempi ha continuato l'opera del suo Signore. (Mar 16,20 Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano.) Sono innumerevoli i segni e i prodigi accertati e riscontrati anche con documentazioni inoppugnabili, ma sono ancor di più le grazie di guarigione o di liberazione che sono state testimoniate da coloro che hanno vissuto questa esperienza. Senza dimenticare che vi sono schiavitù interiori che non si vedono, da cui il Signore può liberare. La liberazione dal peccato che rende schiavi e dipendenti dal peccato stesso, non è facile per nessuno se non impossibile, ma Cristo ci può liberare se glie lo permettiamo, aderendo liberamente a Lui, perchè Egli non obbliga nessuno, e accogliendolo nella nostra vita aprendogli volontariamente le porte del nostro cuore.
Tuesday, September 15, 2009
La datazione al radiocarbonio effettuata nel 1988 su un pezzo di telo sindonico, è stata ormai messa in dubbio da molti esperti, sia perchè la sindone è stata esposta innumerevoli volte al lume delle candele fumiganti, sia perchè ha subito almeno due incendi in cui è rimasto bruciacchiato in diverse aree, sia perchè su di essa si sono formate colonie di microbatteri che possono aver alterato le caratteristiche originarie del lenzuolo, ma ultimamente è stata avanzata una tesi che ribalta ancor più i risultati della datazione al radiocarbonio, che risultano ormai del tutto inattendibili. Questo video propone i risultati di uno studio interessante al riguardo:
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Monday, September 14, 2009
BASTA LA FEDE PER SALVARSI?
Molti dei fratelli non cattolici sostengono che per salvarsi basta la sola fede, facendo riferimento ad alcuni versetti biblici, presi singolarmente e senza il confronto, la precisazione e il completamento che si trova in altri versetti
Per non lasciare dubbi che la "sola fede" è solo la condizione preliminare e indispensabile ma non la condizione unica per potersi salvare ho messo in evidenza qui di seguito alcuni dei tanti testi esistenti nella S.Scrittura per comprendere la posizione trasmessa correttamente dalla Chiesa Cattolica sulla salvezza.
Si noti quante altre condizioni ci devono essere, oltre quella necessaria della FEDE, senza del quale ovviamente è impossibile piacere a Dio e quindi salvarsi:
1Timoteo 2,15 Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.
Gal. 5,6 Poiché in Cristo Gesù non è la circoncisione che conta o la non circoncisione, ma la fede che opera per mezzo della carità.
Marco 8,35 = Luca 9,24 = Luca 17,33
Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà.
Giacomo 1,21 Perciò, deposta ogni impurità e ogni resto di malizia, accogliete con docilità la parola che è stata seminata in voi e che può salvare le vostre anime.
Matteo 19,17 Egli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti».
Matteo 10,22 e 24,13 E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato.
Giovanni 8,51 In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte».
1Timoteo 4,16 Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento e sii perseverante: così facendo salverai te stesso e coloro che ti ascoltano.
Matteo 18,3 «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
1Corinzi 3,15 ma se l'opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco
Giacomo 1,23 Perché se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio:
Lu 19,22 Gli rispose: Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato:...
1Giovanni 2,4 Chi dice: «Lo conosco» e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui;
1Giovanni 2,5 ma chi osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui.
1Giovanni 3,24 Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Giov 6,53 Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.
Giov 3,5 Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.
Mat 7,21 Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Lu 9,23 Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.
Lu 13,24 «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno.
2Co 5,2 Perciò sospiriamo in questo nostro stato, desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste:3 a condizione però di esser trovati già vestiti, non nudi.
Eb 3,14 Siamo diventati infatti partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda sino alla fine la fiducia che abbiamo avuta da principio.
Non credo che i testi addotti abbiano bisogno di molti commenti. Mi limito ad osservare che la strada, non è poi così larga e semplice da percorrere. E la salvezza non è scontata per chi si limita a credere senza trafficare i talenti che ha ricevuto.
Per questo occorre unire al sacrificio di Cristo per ciascuno di noi, senza del quale le porte del regno sarebbero rimaste chiuse, anche la nostra compartecipazione lungo tutto il commino della nostra vita, dando a Lui tutta la nostra FIDucia nel Suo aiuto e nella Sua infinita Misericordia e la nostra FEDEltà, che sono i polloni naturali della stessa radice: la FEDE.
Per non lasciare dubbi che la "sola fede" è solo la condizione preliminare e indispensabile ma non la condizione unica per potersi salvare ho messo in evidenza qui di seguito alcuni dei tanti testi esistenti nella S.Scrittura per comprendere la posizione trasmessa correttamente dalla Chiesa Cattolica sulla salvezza.
Si noti quante altre condizioni ci devono essere, oltre quella necessaria della FEDE, senza del quale ovviamente è impossibile piacere a Dio e quindi salvarsi:
1Timoteo 2,15 Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.
Gal. 5,6 Poiché in Cristo Gesù non è la circoncisione che conta o la non circoncisione, ma la fede che opera per mezzo della carità.
Marco 8,35 = Luca 9,24 = Luca 17,33
Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà.
Giacomo 1,21 Perciò, deposta ogni impurità e ogni resto di malizia, accogliete con docilità la parola che è stata seminata in voi e che può salvare le vostre anime.
Matteo 19,17 Egli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti».
Matteo 10,22 e 24,13 E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato.
Giovanni 8,51 In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte».
1Timoteo 4,16 Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento e sii perseverante: così facendo salverai te stesso e coloro che ti ascoltano.
Matteo 18,3 «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
1Corinzi 3,15 ma se l'opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco
Giacomo 1,23 Perché se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio:
Lu 19,22 Gli rispose: Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato:...
1Giovanni 2,4 Chi dice: «Lo conosco» e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui;
1Giovanni 2,5 ma chi osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui.
1Giovanni 3,24 Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Giov 6,53 Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.
Giov 3,5 Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.
Mat 7,21 Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Lu 9,23 Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.
Lu 13,24 «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno.
2Co 5,2 Perciò sospiriamo in questo nostro stato, desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste:3 a condizione però di esser trovati già vestiti, non nudi.
Eb 3,14 Siamo diventati infatti partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda sino alla fine la fiducia che abbiamo avuta da principio.
Non credo che i testi addotti abbiano bisogno di molti commenti. Mi limito ad osservare che la strada, non è poi così larga e semplice da percorrere. E la salvezza non è scontata per chi si limita a credere senza trafficare i talenti che ha ricevuto.
Per questo occorre unire al sacrificio di Cristo per ciascuno di noi, senza del quale le porte del regno sarebbero rimaste chiuse, anche la nostra compartecipazione lungo tutto il commino della nostra vita, dando a Lui tutta la nostra FIDucia nel Suo aiuto e nella Sua infinita Misericordia e la nostra FEDEltà, che sono i polloni naturali della stessa radice: la FEDE.
Sunday, September 13, 2009
il CREATO
Oggi più che mai occorre aiutare le persone affinché sappiano vedere nel creato qualcosa di più di una semplice fonte di ricchezza e di sfruttamento nelle mani dell'uomo. In effetti, Dio, con la creazione, ha dato all'uomo le chiavi della terra, e si aspetta da lui che sappia usare questo grande dono facendolo fruttificare in modo responsabile e rispettoso.
Benedetto XVI - discorso 10 settembre 2009
Benedetto XVI - discorso 10 settembre 2009
Tuesday, September 08, 2009
Ci si affanna e preoccupa di mille cose durante le nostre giornate stressanti. Piene di ansie e anche di giustificati motivi in quanto dobbiamo pure mandare avanti la nostra baracca.
Però, a parte le cose veramente necessarie, si rischia di dimenticare la cosa in assoluto più importante: la salvezza eterna. E quindi apriamo gli occhi e soprattutto il cuore all'unica cosa che Vale: il nostro Salvatore, una Persona venuta in carne ed ossa per offrirci proprio questo. Non lasciamoci confondere le idee dai tanti imbonitori del mondo; "non vi è sotto il cielo nessun altro Nome mediante il quale noi possiamo essere salvati", all'infuori di quello di Gesù.
Però, a parte le cose veramente necessarie, si rischia di dimenticare la cosa in assoluto più importante: la salvezza eterna. E quindi apriamo gli occhi e soprattutto il cuore all'unica cosa che Vale: il nostro Salvatore, una Persona venuta in carne ed ossa per offrirci proprio questo. Non lasciamoci confondere le idee dai tanti imbonitori del mondo; "non vi è sotto il cielo nessun altro Nome mediante il quale noi possiamo essere salvati", all'infuori di quello di Gesù.
Sunday, September 06, 2009
L'AMORE PIU' GRANDE
Gesù, nonostante vivesse nella gloria del Padre dall'eternità, per salvare noi uomini peccatori, lasciò l'onnipotenza del cielo e si fece povero, soffrì la persecuzione, la fame, la sete, la fatica, il lavoro, il sudore di sangue, l'incomprensione, il rifiuto, la condanna dei capi religiosi e civili e del popolo, il rinnegamento dei suoi più intimi, si sottopose a sputi, schiaffi, frustate, sanguinamento, strattonate, denudamento, derisione, disprezzo, bastonate su spine al capo, trasporto di un pesante legno, disidratazione, cadute, escoriazioni, e una volta stiracchiato per poterlo inchiodare alla croce, anche la sfida quale ultima tentazione da parte dei suoi aguzzini: se Dio è suo amico lo salvi. E anche dopo la morte non ha avuto tregua: una lancia gli ha trapassato il petto raggiungendo il cuore e facendone uscire sangue e siero.
Si è sfibrato, dissanguato, lacerato, martoriato; per me, per te, per tutti noi.
Di quale amore non sarà degno un simile Essere che ci ha amati a tal punto da rinnegare completamente Se stesso per offrirsi a noi in modo così vertiginosamente inconcepibile? Si è realmente gettato giù nel profondo del nostro abisso mortale per raggiungerci anche lì, nel baratro in cui avevamo meritato di andare. Anche in questo Egli ha dimostrato di essere il Figlio di Dio.
Si è sfibrato, dissanguato, lacerato, martoriato; per me, per te, per tutti noi.
Di quale amore non sarà degno un simile Essere che ci ha amati a tal punto da rinnegare completamente Se stesso per offrirsi a noi in modo così vertiginosamente inconcepibile? Si è realmente gettato giù nel profondo del nostro abisso mortale per raggiungerci anche lì, nel baratro in cui avevamo meritato di andare. Anche in questo Egli ha dimostrato di essere il Figlio di Dio.
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